Ristorazione - Mondragon

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Ristorazione

Agriturismo
Piatti tipici e ristorazione
“Ingredienti” essenziali del fare agriturismo e quindi anche dei piatti tipici aziendali sono i legami con il territorio, con l’attività agricola aziendale e infine con lo scorrere delle stagioni.
Così allora i piatti tipici diventano un libro che parla da una parte di tradizioni, di storia, di cultura; dall’altra è la fotografia di quello che produce l’azienda nell’arco dell’anno.
Ecco quindi che i nostri piatti tipici, al di là della costante presenza dei piatti a base di oca, propongono a primavera l’incontro con le erbe novelle (dal tarassaco ai sciopeti, dai rust all’erba cipollina), con i fiori di acacia e di sambuco e infine con le uova e l’agnello della tradizione pasquale; in estate frutta e verdure dell’orto; d’ autunno i preziosi doni del bosco (chiodini e castagne), del vigneto e la zucca, e poi il radicchio rosso e i fagioli e la polenta di Marano e Perla: tutte gemme chiamate ad adornare i protagonisti della nostra tavola: oche, maiali e ovini.
Con l’inverno continua l’happening di oche e maiali ora in grandi spiedi sul camino, ora incoronati da sedano, da kren, da radicchio, mele e fagioli.

Gli schidioni girano piano piano, e lento il grasso cola “quasi laborioso sudore” ammorbidendo le carni in un estremo dono per l’uomo.

GLI INCONTRI GASTRONOMICI DELLA TRADIZIONE

A tavola si rivive con piatti e riti particolari la storia di una comunità: il Natale, l’Anno Nuovo, la Pasqua, la Festa del Raccolto…

In quest’ ottica l’Agriturismo Mondragon propone alcuni specifici incontri gastronomici:

25 Aprile: Festa del Bocolo.
Nel giorno di S. Marco è usanza veneziana donare il Bocolo, una rosa rossa alla donna amata. E’ tradizione con radici lontane, l’epoca delle crociate,, basata su antiche leggende in cui l’ amore è sempre il filo conduttore …
Ottobre e Novembre: Ossada de Porzel e… il pranzo del mascio. Era un rito: tutte le generazioni: vecchi, adulti e ragazzi, coinvolti nel rito del mangiare assieme dopo l’ansia e la fatica comune del “far fora el porzel”. La tavolata del mas-cio riuniva la famiglia, gli amici, i parenti e norcini, per solennizzare con una grande mangiata il ricorrente sacrificio del maiale a vantaggio dell’uomo.

Novembre: Festa dell’Oca.
“Chi no magna oca a San Martin, no fa el beco de un quatrin” la tradizione invita a mangiar l’oca (o il maiale) a chiusura dell’annata agraria (11 XI) per festeggiare la ricchezza dei raccolti e come auspicio di abbondanza e benessere per il futuro.

21 Novembre: Cena della Castradina.
In occasione della Madonna della Salute il menù rituale è ancora la Castradina co le foie de verza a ricordo della pestilenza del ‘600, quando i Veneziani ne furono preservati per merito della Madonna della Salute, ma anche in virtù di questa minestra, a base di carne affumicata di agnellone castrato, meno contagiosa della carne fresca soprattutto perché proveniente dalla Dalmazia, terra preservata dalla peste.

Per l’incontro con i nostri piatti tipici ci sono tre sale, ognuna con il caminetto acceso nel periodo invernale, che rispettivamente possono accogliere 40, 20, 10 persone.
Il ristoro è aperto venerdì, sabato e domenica. Negli  giorni feriali solo su prenotazione .
Chiuso il 1° Novembre e il giorno di Natale.
Per apprezzare il prodotto agricolo tradizionale, l’Oca del Mondragon, è offerto – anche fuori orario pasti – un particolare spuntino degustazione comprendente: petto d’oca affumicato, paté d’oca, oca in onto, agrodolce di fattoria, al prezzo di € 5-15 bevande escluse.
I pranzi dei giorni festivi iniziano alle ore 13 e (tranne specifici e particolari accordi) sono al prezzo di € 22-24 bevande escluse, con menù prestabilito comprendente antipasto, bis di primi e secondi, contorni, dolce, caffè e grappe aromatiche. Per i ragazzi fino a 10 anni sconto del 30%.

 
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